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	<title>Studio Serfil</title>
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	<description>Dottori commercialisti e consulenti del lavoro</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Sep 2026 08:15:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Studio Serfil</title>
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		<title>Rateazione debiti INPS: fino a 60 rate con le nuove regole 2026</title>
		<link>https://studioserfil.it/rateazione-debiti-inps-60-rate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketing]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 08:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[ratezione debiti inps]]></category>
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					<description><![CDATA[La gestione di un debito contributivo può rappresentare un problema importante per un’azienda, soprattutto quando l’esposizione nasce da una temporanea difficoltà finanziaria e deve essere conciliata con il pagamento dei contributi che continuano regolarmente a maturare. Nel 2026 sono cambiate le regole. Con la circolare n. 60 del 21 maggio 2026, l’INPS ha illustrato il [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La gestione di un debito contributivo può rappresentare un problema importante per un’azienda, soprattutto quando l’esposizione nasce da una temporanea difficoltà finanziaria e deve essere conciliata con il pagamento dei contributi che continuano regolarmente a maturare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026 sono cambiate le regole. Con la <strong>circolare n. 60 del 21 maggio 2026</strong>, l’INPS ha illustrato il nuovo Regolamento sulla dilazione dei debiti contributivi, adottato in attuazione dell’art. 23 della Legge n. 203/2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La principale novità è la possibilità di ottenere una <strong>rateazione dei debiti INPS fino a 60 rate mensili</strong>, senza la precedente necessità di autorizzazione ministeriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un’opportunità importante, accompagnata però da condizioni più rigorose. Se devi regolarizzare una posizione contributiva, non devi quindi considerare soltanto il numero di rate ottenibili: occorre verificare preventivamente quali debiti possono essere inclusi, l’intera esposizione verso l’INPS e soprattutto la sostenibilità del piano nel tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rateazione debiti INPS: quando si può arrivare a 60 rate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo Regolamento supera la precedente disciplina del 2012 e attribuisce direttamente alle strutture INPS il potere di concedere dilazioni più lunghe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il numero massimo delle rate dipende dall’ammontare complessivo del debito:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>fino a 500.000 euro:</strong> massimo 36 rate mensili;</li>



<li><strong>oltre 500.000 euro:</strong> massimo 60 rate mensili.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per le esposizioni fino a 500.000 euro la decisione compete al Direttore provinciale o di Filiale; per quelle superiori la competenza passa al Direttore regionale o al Coordinamento metropolitano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante sottolineare che <strong>36 e 60 rate rappresentano limiti massimi</strong>, non una durata riconosciuta automaticamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’INPS determina il piano effettivamente concedibile durante l’istruttoria, considerando la tipologia del contribuente, l’entità dell’esposizione e la situazione contributiva pregressa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dilazione è infatti prevista in presenza di una <strong>temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria</strong>, come può verificarsi in presenza di problemi di liquidità, ristrutturazioni aziendali, ritardi nei pagamenti dei clienti o conseguenze derivanti da contenziosi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali debiti contributivi possono essere rateizzati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova disciplina riguarda i debiti per contributi e sanzioni civili <strong>non ancora affidati all’Agente della riscossione</strong>, quindi quelli per i quali non sia ancora stato formato l’avviso di addebito, oltre alle posizioni in carico agli uffici legali dell’Istituto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è però un aspetto operativo particolarmente importante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La domanda deve comprendere l’intera esposizione INPS</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non puoi scegliere liberamente quali singoli debiti inserire nella rateazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda deve riferirsi <strong>all’intera esposizione debitoria verso tutte le Gestioni INPS interessate</strong>, con esclusione del lavoro domestico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di presentare l’istanza consigliamo quindi di ricostruire con precisione la posizione contributiva complessiva attraverso la procedura <strong>Ve.R.A.</strong>, verificando anche eventuali note di rettifica, VIG e partite sospese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un passaggio fondamentale perché permette di conoscere l’effettiva esposizione prima di richiedere il piano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come presentare la domanda di rateazione INPS</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il <strong>Cassetto Previdenziale del Contribuente</strong>, direttamente oppure tramite un intermediario abilitato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La procedura prevede fino a <strong>10 giorni per l’istruttoria</strong> e ulteriori <strong>10 giorni per il pagamento della prima rata</strong>, per un termine complessivo che può quindi arrivare a 20 giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pagamento della prima rata entro il termine previsto costituisce accettazione del piano di ammortamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre prestare particolare attenzione a questa scadenza: il mancato o parziale pagamento della prima rata determina l’annullamento del provvedimento e i debiti inseriti nell’istanza non possono essere riproposti attraverso una nuova domanda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, <strong>le rate non possono essere pagate mediante compensazione fiscale</strong>. Questo elemento può avere un impatto significativo soprattutto per le aziende che dispongono abitualmente di crediti fiscali rilevanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per mantenere la rateazione devi pagare anche i contributi correnti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è probabilmente l’aspetto più delicato della nuova disciplina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ottenere il piano e pagare regolarmente le rate <strong>non è sufficiente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per mantenere la dilazione devi rispettare contemporaneamente due condizioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pagare puntualmente le rate previste dal piano;</li>



<li>versare regolarmente la contribuzione corrente dovuta alle diverse Gestioni INPS.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La rateazione diventa quindi un impegno sottoposto a una verifica continuativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se durante il piano smetti di versare i nuovi contributi che maturano, puoi perdere il beneficio anche se stai continuando a pagare correttamente il debito precedente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando può essere revocata la rateazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo Regolamento disciplina in maniera rigorosa anche la revoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può verificarsi, tra gli altri casi, in presenza del mancato o parziale pagamento di <strong>tre rate, anche non consecutive, successive alla prima</strong>, oppure quando la contribuzione corrente non viene regolarizzata secondo le modalità previste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le conseguenze sono rilevanti: i debiti oggetto della rateazione revocata <strong>non possono essere nuovamente dilazionati</strong> e le somme residue, insieme all’eventuale contribuzione corrente omessa, vengono affidate all’Agente della riscossione tramite avviso di addebito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">È possibile ottenere una seconda dilazione?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo Regolamento prevede espressamente anche la possibilità di una <strong>seconda dilazione mentre la prima è ancora attiva</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può essere utilizzata per regolarizzare partite emerse successivamente oppure contribuzione corrente maturata dopo la presentazione della prima domanda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso sono però previsti limiti precisi: non devono esserci stati provvedimenti di revoca nei sei mesi precedenti e possono essere mantenute contemporaneamente al massimo due dilazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per richiederne una terza è necessario estinguere anticipatamente una delle due già esistenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rateizzare un debito INPS richiede una valutazione preventiva</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La possibilità di arrivare fino a <strong>60 rate mensili</strong> rappresenta uno strumento importante per le aziende che attraversano una temporanea difficoltà finanziaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una durata maggiore non deve però far sottovalutare gli impegni che il piano comporta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di presentare la domanda, noi consigliamo di verificare l’intera posizione contributiva e valutare realisticamente la capacità di sostenere contemporaneamente <strong>le rate del debito pregresso e la contribuzione corrente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questo equilibrio a diventare decisivo per conservare il beneficio nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se devi verificare una posizione debitoria INPS o valutare la possibilità di richiedere una rateazione, <strong><a href="https://studioserfil.it/contatti/" data-type="page" data-id="4743">contattaci</a></strong>: possiamo analizzare insieme la situazione e gli adempimenti necessari.</p>



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		<item>
		<title>Commercialista a Bra: perché oggi seguire un&#8217;azienda significa molto più della contabilità</title>
		<link>https://studioserfil.it/commercialista-a-bra-aziende-privati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketing]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[commercialista a Bra]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si pensa alla figura del commercialista, spesso si immagina un professionista che si occupa esclusivamente di dichiarazioni fiscali, bilanci e adempimenti tributari. In realtà, la continua evoluzione della normativa impone alle imprese di confrontarsi ogni giorno con temi che coinvolgono la gestione del personale, il diritto del lavoro, gli incentivi alle assunzioni e l&#8217;organizzazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quando si pensa alla figura del commercialista, spesso si immagina un professionista che si occupa esclusivamente di dichiarazioni fiscali, bilanci e adempimenti tributari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, la continua evoluzione della normativa impone alle imprese di confrontarsi ogni giorno con temi che coinvolgono la gestione del personale, il diritto del lavoro, gli incentivi alle assunzioni e l&#8217;organizzazione aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo il ruolo del <strong>commercialista a Bra</strong> è oggi sempre più quello di un consulente che affianca l&#8217;impresa nella pianificazione e nella gestione degli adempimenti, collaborando con i professionisti della consulenza del lavoro per affrontare correttamente le novità normative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le disposizioni introdotte nel corso del 2026 ne sono un esempio concreto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gestione degli infortuni: il rientro anticipato richiede una nuova certificazione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei chiarimenti più importanti arriva dall&#8217;INAIL con la <strong>circolare n. 17/2026</strong>, che interviene sulla gestione del rientro anticipato del lavoratore dopo un infortunio o una malattia professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può accadere che il lavoratore si senta nelle condizioni di riprendere l&#8217;attività prima della scadenza indicata nel certificato medico. Tuttavia, la volontà del lavoratore non è sufficiente per consentire il rientro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa prevede la circolare INAIL</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per poter riprendere il lavoro prima della conclusione della prognosi è necessario che venga presentato un <strong>nuovo certificato medico</strong>, che modifichi quello originariamente emesso e anticipi la data di guarigione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo dopo la presentazione della nuova certificazione il datore di lavoro può riammettere il lavoratore in servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La circolare precisa inoltre che il certificato può essere rilasciato da qualunque medico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende si tratta di un passaggio importante, perché consente di gestire il rientro nel rispetto della normativa e con una documentazione corretta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bonus assunzioni 2026: gli incentivi richiedono una verifica preventiva</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le novità che interessano maggiormente le imprese figurano anche i <strong>bonus assunzioni 2026</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Decreto 1° Maggio ha confermato un esonero contributivo che può arrivare fino al <strong>100%</strong> per le assunzioni effettuate nel corso del 2026, nei casi previsti dalla normativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le agevolazioni riguardano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>donne;</li>



<li>giovani under 35;</li>



<li>lavoratori over 35 nelle aree ZES.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;assunzione non basta per ottenere il beneficio</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli errori più frequenti è pensare che l&#8217;incentivo venga riconosciuto automaticamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, l&#8217;azienda deve verificare preventivamente il possesso di tutti i requisiti richiesti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra questi assumono particolare rilievo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l&#8217;effettivo incremento occupazionale;</li>



<li>il rispetto del principio del cosiddetto <strong>&#8220;salario giusto&#8221;</strong>, introdotto per garantire condizioni retributive adeguate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una verifica preventiva permette di evitare il recupero delle agevolazioni e le eventuali contestazioni che potrebbero emergere in fase di controllo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Trasparenza retributiva: le imprese devono iniziare a prepararsi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro tema destinato ad assumere un ruolo centrale riguarda la <strong>Direttiva UE 2023/970</strong>, dedicata alla trasparenza retributiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo della normativa è contribuire alla riduzione del divario retributivo di genere, introducendo nuovi obblighi nella gestione delle selezioni e delle politiche salariali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa cambia per le aziende</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le principali novità figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>annunci di lavoro formulati in modo neutrale rispetto al genere;</li>



<li>indicazione della retribuzione o della fascia retributiva già durante la selezione;</li>



<li>divieto di chiedere ai candidati informazioni sugli stipendi percepiti nei precedenti rapporti di lavoro.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per molte imprese sarà quindi necessario rivedere procedure interne, criteri di selezione e modalità di definizione delle retribuzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un contesto normativo sempre più articolato</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le tre novità analizzate riguardano ambiti differenti, ma hanno un elemento in comune: richiedono una gestione preventiva e una corretta organizzazione degli adempimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa in materia di lavoro evolve con rapidità e coinvolge aspetti che incidono direttamente sull&#8217;attività quotidiana delle imprese, dalla gestione degli infortuni alle assunzioni, fino alle procedure di selezione del personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo è importante monitorare costantemente gli aggiornamenti normativi e valutare, caso per caso, gli effetti operativi delle nuove disposizioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il supporto di un commercialista a Bra</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Affidarsi a un <strong>commercialista a Bra</strong> significa poter contare su un interlocutore che supporta l&#8217;impresa nella gestione degli adempimenti fiscali e amministrativi e che, in collaborazione con i professionisti della consulenza del lavoro, aiuta a interpretare le novità normative che incidono sull&#8217;organizzazione aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un confronto preventivo permette spesso di individuare criticità prima che si trasformino in errori, sanzioni o perdita di agevolazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Contattaci</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se desideri approfondire le novità che riguardano la gestione del personale, gli incentivi alle assunzioni o gli adempimenti aziendali, <strong><a href="https://studioserfil.it/contatti/">puoi contattarci</a></strong>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Luglio 2026: novità su lavoro, malattia, ferie e bonus edilizi</title>
		<link>https://studioserfil.it/novita-lavoro-fisco-luglio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketing]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studioserfil.it/?p=10294</guid>

					<description><![CDATA[Nel corso del 2026 sono entrate in vigore diverse novità che riguardano aziende, lavoratori e contribuenti. Alcune incidono direttamente sulla gestione del personale, altre interessano la tutela previdenziale in caso di malattia, gli obblighi informativi nei rapporti di lavoro e le agevolazioni fiscali sugli immobili. Abbiamo raccolto in questa news i principali aggiornamenti da conoscere, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del 2026 sono entrate in vigore diverse novità che riguardano aziende, lavoratori e contribuenti. Alcune incidono direttamente sulla gestione del personale, altre interessano la tutela previdenziale in caso di malattia, gli obblighi informativi nei rapporti di lavoro e le agevolazioni fiscali sugli immobili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo raccolto in questa news i principali aggiornamenti da conoscere, con l’obiettivo di aiutarti a capire cosa cambia e quali aspetti meritano attenzione nella gestione pratica degli adempimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutela previdenziale per malattia: nuove regole su ricoveri e strutture sanitarie</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con la circolare INPS n. 65 del 16 giugno 2026, l’Istituto ha fornito nuove indicazioni operative sul riconoscimento della tutela previdenziale della malattia in situazioni sanitarie particolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il chiarimento nasce dall’evoluzione dell’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. Oggi, infatti, molte prestazioni sanitarie non avvengono più solo attraverso il ricovero ordinario, ma anche tramite strutture, percorsi assistenziali e modalità di cura diverse, che possono comunque incidere sulla capacità lavorativa della persona.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quali situazioni sono interessate</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le indicazioni dell’INPS riguardano, tra gli altri casi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>prestazioni ambulatoriali complesse equiparate al day hospital;</li>



<li>permanenza presso centri di salute mentale;</li>



<li>strutture riabilitative e socio-riabilitative psichiatriche;</li>



<li>strutture sanitarie residenziali e semiresidenziali;</li>



<li>osservazione breve intensiva e degenza breve;</li>



<li>comunità terapeutiche e strutture per le dipendenze patologiche;</li>



<li>centri per disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto centrale è comprendere quando una prestazione o una permanenza in struttura possa essere considerata, ai fini previdenziali, assimilabile a un ricovero ospedaliero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il lavoratore significa poter ottenere una tutela più coerente con la reale situazione sanitaria. Per l’azienda significa dover prestare attenzione alla documentazione prodotta e alla corretta gestione dell’assenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Edilizia: formazione obbligatoria per i lavoratori di prima assunzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro tema importante riguarda le imprese edili che assumono lavoratori per la prima volta nel settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I datori di lavoro che applicano il CCNL dell’edilizia devono garantire ai lavoratori di prima assunzione, destinati alla qualifica di operai, un corso di formazione iniziale di 16 ore.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quando deve essere svolta la formazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione deve essere completata prima dell’inizio effettivo dell’attività lavorativa in cantiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Normalmente il corso viene organizzato dalle Casse Edili e ha lo scopo di fornire al lavoratore le conoscenze di base su:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sicurezza sul lavoro;</li>



<li>diritti e doveri;</li>



<li>organizzazione del lavoro in cantiere;</li>



<li>principali regole operative del settore.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questo adempimento non deve essere considerato una semplice formalità. Se il lavoratore non frequenta il corso previsto, non può essere adibito alle lavorazioni in cantiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le imprese edili, quindi, è fondamentale programmare correttamente tempi di assunzione, formazione e ingresso operativo in cantiere, evitando inserimenti non conformi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mancato rientro dalle ferie: cosa può fare il datore di lavoro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il periodo estivo può accadere che un dipendente non rientri in azienda alla data prevista dopo le ferie. Le ragioni possono essere diverse: una malattia, un imprevisto documentato oppure un prolungamento dell’assenza non autorizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi, la prima cosa da fare è distinguere tra assenza giustificata e assenza ingiustificata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il diritto alle ferie</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le ferie sono un diritto irrinunciabile del lavoratore e hanno la funzione di garantire il recupero delle energie psico-fisiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In linea generale, ogni dipendente ha diritto ad almeno quattro settimane di ferie all’anno. Due settimane devono essere godute, salvo diverse previsioni del contratto collettivo, in modo continuativo, mentre le restanti possono essere frazionate nei termini previsti dalla normativa e dal CCNL applicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il diritto alle ferie, però, comporta anche l’obbligo di rientrare al lavoro alla data concordata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Malattia prima o durante le ferie</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se il lavoratore si ammala prima dell’inizio delle ferie, il periodo feriale viene rinviato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece la malattia si manifesta durante le ferie, la sospensione non è automatica. Le ferie vengono interrotte solo quando la malattia è incompatibile con la finalità di riposo e recupero del periodo feriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso il lavoratore deve comunicare tempestivamente l’evento e trasmettere il certificato medico. Se il datore di lavoro ha dubbi sulla situazione, può richiedere gli accertamenti previsti dalla normativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Assenza ingiustificata e procedimento disciplinare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quando il dipendente non rientra e non fornisce alcuna valida giustificazione, l’assenza può essere considerata ingiustificata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il datore di lavoro può quindi avviare un procedimento disciplinare, rispettando le modalità e i tempi previsti dal contratto collettivo applicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante procedere con ordine: prima si verificano eventuali comunicazioni, certificati o cause di forza maggiore; solo dopo si valuta l’eventuale contestazione disciplinare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dimissioni per fatti concludenti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se l’assenza ingiustificata si protrae oltre i termini previsti dal CCNL o, in mancanza di regole specifiche, oltre 15 giorni, il datore di lavoro deve informare l’Ispettorato Nazionale del Lavoro qualora intenda considerare tale assenza come dimissioni per fatti concludenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta sempre ferma la possibilità per il lavoratore di dimostrare di essere stato impossibilitato a comunicare le ragioni dell’assenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso, una gestione corretta della documentazione è fondamentale per ridurre il rischio di contestazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Codice CNEL obbligatorio in busta paga e lettera di assunzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1° maggio 2026, con il D.L. 30 aprile 2026, n. 62, conosciuto anche come Decreto Primo Maggio o Decreto Salario Giusto, è stato introdotto un nuovo obbligo informativo per i datori di lavoro privati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il codice alfanumerico unico CNEL del contratto collettivo applicato deve essere indicato:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>nella lettera di assunzione;</li>



<li>nelle comunicazioni obbligatorie;</li>



<li>nel prospetto paga.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">A cosa serve il codice CNEL</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il codice alfanumerico unico CNEL identifica in modo univoco ciascun contratto collettivo depositato presso l’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un identificativo già utilizzato in diversi adempimenti, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>comunicazioni obbligatorie al Ministero del Lavoro;</li>



<li>flussi Uniemens all’INPS;</li>



<li>denunce INAIL.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Con il nuovo obbligo, il codice diventa visibile anche al lavoratore, che può così verificare con maggiore chiarezza quale contratto collettivo viene applicato al proprio rapporto di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura si inserisce nel più ampio percorso di contrasto al dumping contrattuale e ai cosiddetti contratti pirata, con l’obiettivo di rendere più trasparente il rapporto tra contratto applicato, retribuzione e tutele riconosciute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende è quindi necessario controllare che lettere di assunzione, comunicazioni e prospetti paga siano correttamente aggiornati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bonus edilizi 2026: cosa resta confermato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per l’anno fiscale 2026 sono stati confermati i principali bonus edilizi, mantenendo in larga parte l’impostazione già applicata nel 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restano fruibili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>bonus ristrutturazione;</li>



<li>ecobonus;</li>



<li>sismabonus;</li>



<li>bonus mobili.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Non risultano invece più applicabili il Superbonus e il bonus barriere architettoniche al 75%.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bonus ristrutturazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 2026 la detrazione resta pari:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>al 50% delle spese se l’intervento è effettuato dal proprietario o dal titolare di diritto reale su un immobile adibito ad abitazione principale;</li>



<li>al 36% negli altri casi, come seconde case, immobili locati, interventi eseguiti dal detentore o lavori su parti comuni.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il limite massimo di spesa agevolabile resta pari a 96.000 euro per unità immobiliare, con detrazione ripartita in 10 quote annuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riduzione delle aliquote prevista per il 2026 è stata quindi rinviata: il taglio scatterà solo dal 2027.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ecobonus</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per l’ecobonus viene confermata la stessa impostazione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>50% per l’abitazione principale del proprietario o titolare di diritto reale;</li>



<li>36% negli altri casi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Restano invariati i limiti di spesa specifici previsti per ciascun intervento di riqualificazione energetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre confermata l’esclusione dalle agevolazioni per gli interventi che prevedono la sostituzione dell’impianto con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, esclusione già in vigore dal 2025.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sismabonus</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli interventi antisismici sostenuti nel 2026, la detrazione è pari:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>al 50% per interventi sull’abitazione principale;</li>



<li>al 36% negli altri casi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il limite di spesa è pari a 96.000 euro per unità immobiliare, con detrazione ripartita in 5 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il regime ordinario si applica sia alle singole unità immobiliari sia alle parti comuni condominiali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bonus mobili</h3>



<p class="wp-block-paragraph">È confermato anche il bonus mobili ed elettrodomestici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura prevede:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>detrazione del 50%;</li>



<li>limite di spesa pari a 5.000 euro per unità immobiliare;</li>



<li>ripartizione della detrazione in 10 anni.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso è importante verificare il collegamento con gli interventi edilizi che consentono l’accesso al beneficio e conservare correttamente tutta la documentazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché è importante verificare la propria situazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le novità riepilogate riguardano ambiti diversi, ma hanno un elemento comune: richiedono attenzione nella gestione pratica degli adempimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende significa controllare procedure interne, documenti di assunzione, buste paga, gestione delle assenze e formazione obbligatoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i lavoratori e i contribuenti significa conservare correttamente certificazioni, comunicazioni e documenti fiscali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi consigliamo sempre di non aspettare il momento del problema o della scadenza per verificare la propria posizione. Una valutazione preventiva consente di evitare errori, ritardi e possibili contestazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contattaci</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai dubbi su uno degli argomenti trattati o desideri verificare la tua situazione, siamo a disposizione per fornirti supporto in materia fiscale, previdenziale e di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contattaci per maggiori informazioni o seguici su Facebook e Instagram per rimanere aggiornato sulle principali novità normative.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bonus mamme 2026, NASpI anticipata e controlli su influencer: le novità da conoscere</title>
		<link>https://studioserfil.it/bonus-mamme-novita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketing]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 08:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studioserfil.it/?p=10272</guid>

					<description><![CDATA[Nel corso del 2026 entrano in vigore alcune misure che interessano direttamente lavoratori, professionisti e nuove attività economiche. Tra i temi di maggiore interesse figurano il Bonus mamme 2026, le modifiche alla liquidazione anticipata della NASpI per l’avvio di attività autonoma e il rafforzamento dei controlli fiscali nei confronti delle attività svolte da influencer e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del 2026 entrano in vigore alcune misure che interessano direttamente lavoratori, professionisti e nuove attività economiche. Tra i temi di maggiore interesse figurano il <strong>Bonus mamme 2026</strong>, le modifiche alla <strong>liquidazione anticipata della NASpI per l’avvio di attività autonoma</strong> e il rafforzamento dei controlli fiscali nei confronti delle <strong>attività svolte da influencer e content creator</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di interventi che, pur riguardando ambiti diversi, incidono sulla gestione del reddito, sugli incentivi al lavoro e sugli obblighi fiscali legati a nuove forme di attività economica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bonus mamme 2026: cos’è e a quanto ammonta</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per l’anno 2026 è prevista una misura di sostegno economico rivolta alle <strong>lavoratrici madri dipendenti e autonome</strong>, con specifici requisiti familiari e reddituali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il beneficio consiste in una somma pari a <strong>60 euro mensili</strong>, riconosciuta dall’INPS su richiesta della lavoratrice per ogni mese – o frazione di mese – di attività lavorativa nel corso del 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possono accedere al contributo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>lavoratrici dipendenti (con esclusione dei rapporti di lavoro domestico)</li>



<li>lavoratrici autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie, comprese casse professionali e Gestione Separata</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il bonus è riconosciuto alle lavoratrici titolari di <strong>reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi può beneficiare del Bonus mamme 2026</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il diritto al contributo dipende dal numero dei figli e dalla loro età.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Madri con due figli</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il bonus spetta alle lavoratrici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>con <strong>due figli</strong>, compresi quelli adottivi o in affidamento preadottivo</li>



<li>con il figlio più piccolo <strong>di età inferiore a 10 anni</strong></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Madri con tre o più figli</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il beneficio è riconosciuto anche alle lavoratrici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>con <strong>tre o più figli</strong></li>



<li>con il figlio più piccolo <strong>di età inferiore a 18 anni</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso il contributo è riconosciuto a condizione che il reddito da lavoro <strong>non derivi da un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il requisito relativo al numero dei figli deve risultare presente <strong>alla data del 1° gennaio 2026 oppure maturare entro il 31 dicembre 2026</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le somme spettanti per il periodo da gennaio a novembre vengono erogate <strong>in un’unica soluzione nel mese di dicembre 2026</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il Bonus mamme è tassato o incide sull’ISEE?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa prevede che l’importo riconosciuto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>non sia soggetto a tassazione</strong></li>



<li><strong>non sia soggetto a contribuzione previdenziale</strong></li>



<li><strong>non rilevi ai fini del calcolo dell’ISEE</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta quindi di un contributo economico che non incide sulla determinazione del reddito imponibile né sulle principali prestazioni legate alla situazione economica del nucleo familiare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>NASpI anticipata: nuove modalità per chi avvia un’attività</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le novità del 2026 figurano anche modifiche alla <strong>liquidazione anticipata della NASpI</strong>, che può essere richiesta dai lavoratori disoccupati che intendono avviare un’attività autonoma o imprenditoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In passato l’importo veniva erogato in <strong>un’unica soluzione</strong>. La nuova disciplina introduce invece una modalità di pagamento in due fasi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pagamento in due rate</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2026 la NASpI anticipata viene corrisposta:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>per il 70% dell’importo complessivo</strong> al momento dell’accoglimento della domanda</li>



<li><strong>per il restante 30%</strong> al termine del periodo teorico di durata della prestazione</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La durata della NASpI è generalmente pari alla <strong>metà delle settimane di contribuzione maturate negli ultimi quattro anni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda rata viene comunque corrisposta <strong>non oltre sei mesi dalla data di presentazione della domanda telematica di anticipazione</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Condizioni per ricevere il saldo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’erogazione della seconda quota è subordinata alla verifica che il beneficiario:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>non abbia instaurato un rapporto di lavoro subordinato</li>



<li>non sia titolare di pensione diretta</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Resta escluso da tale limitazione l’assegno ordinario di invalidità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La modifica mira a garantire che l’anticipazione della NASpI venga effettivamente utilizzata come <strong>strumento di sostegno all’autoimprenditorialità</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Influencer e content creator: aumentano i controlli fiscali</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del 2026 è previsto un rafforzamento delle attività di controllo da parte della Guardia di Finanza nei confronti delle <strong>nuove attività economiche sviluppate attraverso i social network e le piattaforme digitali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i soggetti maggiormente interessati rientrano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>influencer</li>



<li>blogger</li>



<li>content creator</li>



<li>professionisti che svolgono attività promozionali o pubblicitarie online</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è contrastare fenomeni di <strong>evasione fiscale o esercizio non dichiarato di attività economiche</strong>, sempre più diffusi nel settore della comunicazione digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività di sponsorizzazione, collaborazione commerciale e promozione di prodotti possono infatti generare redditi che devono essere correttamente dichiarati e inquadrati dal punto di vista fiscale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un contesto in evoluzione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le novità del 2026 evidenziano come il sistema normativo continui ad evolversi per adattarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro e alle nuove modalità di produzione del reddito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un lato vengono introdotte <strong>misure di sostegno economico per alcune categorie di lavoratrici</strong> e strumenti di incentivo all’autoimprenditorialità. Dall’altro aumenta l’attenzione verso <strong>nuove attività professionali e modelli di business digitali</strong>, che richiedono una corretta gestione fiscale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comprendere in modo preciso queste disposizioni è fondamentale per evitare errori applicativi e gestire correttamente opportunità e obblighi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Contattaci</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se desideri maggiori informazioni su bonus, incentivi o corretta gestione fiscale delle attività lavorative, <strong><a href="https://studioserfil.it/contatti/" data-type="page" data-id="4743">puoi contattarci</a></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seguici anche su <em><a href="https://www.facebook.com/studioserfil/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook</a></em> e <a href="https://www.instagram.com/studio.serfil/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Instagram</em></a> per restare aggiornato sulle ultime novità fiscali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dichiarazione dei redditi 2026: documenti, scadenze e novità fiscali per il 2025</title>
		<link>https://studioserfil.it/dichiarazione-dei-redditi-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketing]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 09:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studioserfil.it/?p=10267</guid>

					<description><![CDATA[Con l’avvio della dichiarazione dei redditi 2026, relativa all’anno d’imposta 2025, si apre una fase operativa fondamentale per lavoratori, famiglie e contribuenti in generale. Come ogni anno, la corretta gestione della documentazione e la conoscenza delle novità normative rappresentano elementi essenziali per evitare errori, perdere agevolazioni o incorrere in contestazioni. Accanto agli adempimenti ordinari, il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con l’avvio della <strong>dichiarazione dei redditi 2026</strong>, relativa all’anno d’imposta 2025, si apre una fase operativa fondamentale per lavoratori, famiglie e contribuenti in generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ogni anno, la corretta gestione della documentazione e la conoscenza delle novità normative rappresentano elementi essenziali per evitare errori, perdere agevolazioni o incorrere in contestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto agli adempimenti ordinari, il 2026 introduce alcune modifiche rilevanti che incidono su detrazioni, bonus e modalità di applicazione di regimi agevolati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dichiarazione dei redditi 2026: perché prepararsi in anticipo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La dichiarazione dei redditi non è un adempimento da affrontare all’ultimo momento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una preparazione anticipata consente di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>verificare tutte le spese sostenute nel 2025</li>



<li>recuperare eventuali documenti mancanti</li>



<li>individuare correttamente le spese detraibili e deducibili</li>



<li>evitare esclusioni per mancanza di giustificativi</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio ordinato permette inoltre di gestire con maggiore precisione eventuali controlli successivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Documenti per la dichiarazione dei redditi 2026: cosa raccogliere</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per predisporre correttamente la dichiarazione è necessario raccogliere tutta la documentazione relativa al 2025.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Spese personali sostenute nel 2025</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">È consigliabile portare <strong>tutta la documentazione disponibile</strong>, anche quando non si è certi della detraibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rientrano tra le principali categorie:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>spese sanitarie</li>



<li>spese scolastiche e universitarie</li>



<li>spese per ristrutturazioni e bonus edilizi</li>



<li>premi assicurativi</li>



<li>interessi su mutui</li>



<li>contributi previdenziali</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà poi il professionista a verificare quali spese possono essere effettivamente utilizzate in dichiarazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Importanza dei giustificativi di pagamento</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento spesso sottovalutato riguarda la <strong>tracciabilità dei pagamenti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per poter detrarre una spesa è necessario disporre di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>scontrino parlante</li>



<li>ricevuta fiscale</li>



<li>bonifico</li>



<li>pagamento elettronico</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>In assenza di giustificativo, la spesa non è detraibile</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Questo principio è oggi applicato in modo rigoroso e rappresenta uno dei principali motivi di esclusione delle detrazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Scadenze della dichiarazione dei redditi 2026</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche nel 2026 il calendario fiscale prevede alcune date chiave:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>disponibilità della dichiarazione precompilata: primavera 2026</li>



<li>invio del modello 730: entro il 30 settembre 2026</li>



<li>modello Redditi PF: entro novembre 2026</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Anticipare la raccolta dei documenti consente di evitare concentrazioni operative negli ultimi mesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Rottamazione quinquies: nessun margine di errore</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli aspetti più delicati del 2026 rientra la gestione della <strong>rottamazione quinquies</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pagamenti senza tolleranza</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza delle precedenti definizioni agevolate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>non esistono periodi di tolleranza</li>



<li>non sono previste proroghe automatiche</li>



<li>non è possibile sanare ritardi</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Anche un ritardo minimo comporta la <strong>decadenza dal beneficio</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Impatto pratico per i contribuenti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>le scadenze devono essere monitorate con precisione</li>



<li>è necessario pianificare i pagamenti</li>



<li>eventuali disattenzioni comportano la perdita definitiva dei vantaggi</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La puntualità diventa quindi un elemento centrale nella gestione della posizione fiscale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bonus nuovi nati 2026: contributo e requisiti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le misure di sostegno introdotte nel 2026 rientra il <strong>bonus nuovi nati</strong>, gestito dall’INPS.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Importo del bonus</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il contributo previsto è pari a <strong>1.000 euro una tantum</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Chi può richiederlo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il bonus è riconosciuto alle famiglie con:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>figli nati dal 1° gennaio 2026</li>



<li>figli adottati nello stesso periodo</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda deve essere presentata tramite la piattaforma INPS.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aspetti operativi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">È importante:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>verificare i requisiti al momento della domanda</li>



<li>rispettare le tempistiche previste</li>



<li>conservare la documentazione relativa</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Detassazione lavoro notturno e festivo 2026</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle novità più rilevanti riguarda la <strong>detassazione delle maggiorazioni retributive</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Imposta sostitutiva al 15%</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026 si applica un’imposta sostitutiva IRPEF del <strong>15%</strong> su:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>lavoro notturno</li>



<li>lavoro festivo</li>



<li>indennità di turno</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Limite massimo e funzionamento</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’agevolazione si applica:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>entro il limite annuo di <strong>1.500 euro</strong></li>



<li>solo sulle somme previste dai <strong>contratti collettivi nazionali</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le somme eccedenti rientrano nella tassazione ordinaria.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Requisiti reddituali</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per accedere al beneficio, il reddito da lavoro dipendente 2025 deve essere inferiore a <strong>40.000 euro</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Esclusioni dalla misura</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non rientrano nell’agevolazione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>compensi derivanti da accordi aziendali o territoriali</li>



<li>straordinari non festivi o non notturni</li>



<li>somme che sostituiscono la retribuzione ordinaria</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sono inoltre esclusi i lavoratori dei settori turistico e affini, soggetti a disciplina specifica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Applicazione automatica</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’imposta sostitutiva viene applicata automaticamente dal datore di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoratore può rinunciare tramite comunicazione scritta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dichiarazione dei redditi 2026: attenzione agli errori più frequenti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso degli anni emergono alcuni errori ricorrenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>mancanza di documentazione</li>



<li>pagamenti non tracciati</li>



<li>errata classificazione delle spese</li>



<li>dimenticanza di bonus o detrazioni</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una verifica preventiva consente di ridurre significativamente questi rischi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un contesto fiscale sempre più selettivo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema fiscale attuale tende a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>premiare comportamenti corretti e tracciabili</li>



<li>limitare l’utilizzo improprio delle detrazioni</li>



<li>richiedere maggiore precisione documentale</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La dichiarazione dei redditi diventa quindi uno strumento sempre più tecnico e meno “automatico”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dichiarazione dei redditi 2026: come organizzarsi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per gestire correttamente la dichiarazione è consigliabile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>raccogliere i documenti con anticipo</li>



<li>non escludere spese “incerte”</li>



<li>verificare sempre la tracciabilità</li>



<li>affidarsi a un professionista</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio consente di ottimizzare il risultato fiscale e ridurre il rischio di errori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Contattaci</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per predisporre correttamente la tua <strong>dichiarazione dei redditi 2026</strong> e verificare tutte le opportunità fiscali disponibili, <strong><a href="https://studioserfil.it/contatti/">puoi sempre contattarci</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti supportiamo nella raccolta dei documenti, nella verifica delle detrazioni e nella gestione completa della dichiarazione.</p>



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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SIISL offerte di lavoro: dal 1° aprile 2026 obbligo per le assunzioni agevolate</title>
		<link>https://studioserfil.it/siisl-offerte-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketing]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 08:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[offerte di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[siisl]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studioserfil.it/?p=10257</guid>

					<description><![CDATA[Dal 1° aprile 2026 entra in vigore un nuovo obbligo per i datori di lavoro che intendono effettuare assunzioni con agevolazioni contributive: la pubblicazione delle offerte di lavoro sul SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa). La misura, prevista dall’articolo 14 del DL 159/2025, introduce un passaggio operativo vincolante per accedere ai benefici, con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dal <strong>1° aprile 2026</strong> entra in vigore un nuovo obbligo per i datori di lavoro che intendono effettuare <strong>assunzioni con agevolazioni contributive</strong>: la pubblicazione delle offerte di lavoro sul <strong>SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura, prevista dall’articolo 14 del <strong>DL 159/2025</strong>, introduce un passaggio operativo vincolante per accedere ai benefici, con l’obiettivo di aumentare trasparenza, tracciabilità e corretto incontro tra domanda e offerta di lavoro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>SIISL offerte di lavoro: quando scatta l’obbligo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dal 1° aprile 2026:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>i <strong>datori di lavoro privati</strong> devono pubblicare le posizioni vacanti sul SIISL</li>



<li>l’obbligo riguarda le assunzioni per cui si intende usufruire di <strong>esoneri contributivi</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La pubblicazione dell’offerta non è un adempimento accessorio, ma diventa <strong>condizione necessaria per ottenere l’agevolazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza questo passaggio, il beneficio contributivo non può essere riconosciuto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Assunzioni agevolate: requisito obbligatorio per ottenere gli incentivi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo sistema introduce un principio chiaro: <strong>prima si pubblica l’offerta sul SIISL, poi si può accedere all’agevolazione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’inserimento dell’offerta è obbligatorio per accedere all’esonero</li>



<li>la domanda di incentivo deve essere presentata all’<strong>INPS in via telematica</strong></li>



<li>l’Istituto effettua verifiche prima di autorizzare il beneficio</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Restano inoltre fermi gli altri requisiti già previsti dalla normativa, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>regolarità in materia di <strong>collocamento obbligatorio</strong></li>



<li>rispetto della disciplina sugli aiuti <strong>“de minimis”</strong></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>SIISL e comunicazioni obbligatorie: cosa cambia dal 2026</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1° aprile 2026 il SIISL non sarà solo una piattaforma di pubblicazione delle offerte, ma diventerà anche uno strumento operativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà infatti possibile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>inviare le comunicazioni di assunzione (<strong>Unilav</strong>) direttamente tramite SIISL</li>



<li>continuare comunque a utilizzare i canali tradizionali</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema si integra quindi nel processo amministrativo delle assunzioni, senza sostituire completamente le modalità già esistenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Agenzie per il lavoro: nuovi obblighi e opportunità</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le novità riguardano anche le <strong>Agenzie per il Lavoro</strong>, che dovranno:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pubblicare sul SIISL tutte le posizioni gestite</li>



<li>utilizzare la piattaforma per individuare candidati coerenti con i profili richiesti</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il SIISL si configura quindi come un punto centrale per l’incontro tra imprese e lavoratori.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Modalità operative: atteso il decreto attuativo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le modalità tecniche di utilizzo del sistema saranno definite da un <strong>decreto attuativo del Ministero del Lavoro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo passaggio sarà fondamentale per chiarire:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>tempi operativi</li>



<li>modalità di pubblicazione</li>



<li>integrazione con i sistemi già in uso</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>SIISL offerte di lavoro: cosa devono fare le aziende</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista operativo, le imprese devono prepararsi a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>integrare la pubblicazione delle offerte nel processo di selezione</li>



<li>verificare i requisiti per l’accesso agli incentivi</li>



<li>coordinare correttamente pubblicazione, assunzione e richiesta di esonero</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il rischio, in caso contrario, è la <strong>perdita del beneficio contributivo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un cambio di approccio nelle assunzioni agevolate</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa introduce un cambiamento concreto:<br>le agevolazioni non sono più solo legate ai requisiti del lavoratore o dell’azienda, ma anche alla <strong>trasparenza del processo di selezione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il SIISL diventa quindi uno strumento centrale per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>garantire pari opportunità</li>



<li>rendere tracciabili le assunzioni</li>



<li>rafforzare il controllo sull’utilizzo degli incentivi</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Contattaci</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se stai pianificando nuove assunzioni o vuoi verificare come accedere correttamente alle agevolazioni contributive, possiamo supportarti nella gestione degli adempimenti. <strong><a href="https://studioserfil.it/contatti/" data-type="page" data-id="4743">Contattaci</a></strong> per avere maggiori informazioni.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Legge di Bilancio 2026: cosa cambia davvero per aziende, lavoratori e condomini</title>
		<link>https://studioserfil.it/legge-di-bilancio-2026-cosa-cambia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketing]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 15:21:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[La Legge di Bilancio 2026 non introduce solo nuove misure fiscali, ma incide direttamente su tre ambiti che nel corso dell’anno richiederanno particolare attenzione operativa: gestione delle retribuzioni, previdenza complementare e adempimenti condominiali. Alcune disposizioni, infatti, modificano meccanismi già consolidati e impongono verifiche puntuali già dai primi mesi del 2026. Aumenti contrattuali e imposta al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Legge di Bilancio 2026</strong> non introduce solo nuove misure fiscali, ma incide direttamente su tre ambiti che nel corso dell’anno richiederanno particolare attenzione operativa: gestione delle retribuzioni, previdenza complementare e adempimenti condominiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune disposizioni, infatti, modificano meccanismi già consolidati e impongono verifiche puntuali già dai primi mesi del 2026.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Aumenti contrattuali e imposta al 5%: attenzione alle buste paga</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle misure più commentate riguarda l’<strong>imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di un’agevolazione generalizzata.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando si applica</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’aliquota ridotta:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>riguarda esclusivamente i rinnovi dei <strong>contratti collettivi nazionali</strong></li>



<li>non si estende alla contrattazione territoriale o aziendale</li>



<li>opera entro il limite reddituale di <strong>33.000 euro annui</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, nel caso di contratti rinnovati prima del 2026, l’agevolazione si applica soltanto alle tranche di aumento corrisposte dal 2026 in avanti. Gli incrementi già riconosciuti negli anni precedenti non possono essere riqualificati.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Impatto pratico</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende questo significa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>verificare con precisione l’origine dell’aumento retributivo</li>



<li>controllare il rispetto dei limiti reddituali</li>



<li>applicare correttamente l’imposta sostitutiva in fase di elaborazione paghe</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una gestione non corretta può generare errori contributivi e fiscali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>TFR e previdenza complementare: cambia il silenzio assenso</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1° luglio 2026 la <strong>Legge di Bilancio 2026</strong> modifica il meccanismo di destinazione del TFR per i lavoratori di prima assunzione nel settore privato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Adesione automatica al fondo pensione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">In assenza di una scelta esplicita del lavoratore entro 60 giorni dall’assunzione, scatta l’adesione automatica alla forma pensionistica complementare prevista dal contratto collettivo applicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In mancanza di una forma contrattuale individuata, opera il fondo residuale previsto dalla normativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La devoluzione riguarda:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’intero TFR maturando</li>



<li>la contribuzione stabilita dagli accordi collettivi</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Non si applica ai lavoratori con retribuzione annua inferiore all’assegno sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nuove responsabilità per il datore di lavoro</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento dell’assunzione il datore deve fornire un’informativa dettagliata su:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>fondo di destinazione</li>



<li>modalità di adesione automatica</li>



<li>alternative disponibili</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La dichiarazione del lavoratore deve essere conservata e una copia rilasciata allo stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026 la corretta gestione documentale sarà determinante per evitare contestazioni in materia previdenziale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bonus casa 2026: cosa devono fare gli amministratori</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro fronte operativo riguarda gli amministratori di condominio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Comunicazione entro il 16 marzo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Entro il 16 marzo 2026 devono essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate le spese di ristrutturazione sostenute nel 2025.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Doppia aliquota di detrazione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per la prima volta si applica la doppia aliquota:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>50%</li>



<li>36%</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La corretta individuazione della percentuale spettante diventa centrale per evitare errori nella comunicazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nuovo “flag abitazione principale”</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Compare un nuovo campo relativo alla destinazione dell’immobile ad abitazione principale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 2026 non è obbligatorio, ma la sua compilazione dipende dalla disponibilità dell’informazione al 31 dicembre dell’anno di riferimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un elemento che richiede un coordinamento più accurato tra amministratore e condomini.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Legge di Bilancio 2026: un anno di verifiche operative</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza di altre manovre più orientate agli incentivi, la <strong>Legge di Bilancio 2026</strong> incide su procedure concrete:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>gestione degli aumenti contrattuali</li>



<li>informativa e scelta del TFR</li>



<li>trasmissioni telematiche legate ai bonus edilizi</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2026 richiede quindi un approccio più strutturato nella gestione degli adempimenti, per evitare applicazioni errate o omissioni formali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Contattaci</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le novità introdotte dalla <strong>Legge di Bilancio 2026</strong> devono essere lette non solo sotto il profilo normativo, ma soprattutto per il loro impatto pratico su imprese, lavoratori e amministratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per valutare come organizzare correttamente gli adempimenti nel corso dell’anno, è opportuno effettuare una verifica preventiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori informazioni <strong><a href="https://studioserfil.it/contatti/">puoi sempre contattarci</a></strong>. Seguici anche su <em><a href="https://www.facebook.com/studioserfil/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook</a></em> e <a href="https://www.instagram.com/studio.serfil/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Instagram</em></a> per restare aggiornato sulle ultime novità!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Legge di Bilancio 2026: novità fiscali, contributive e operative</title>
		<link>https://studioserfil.it/legge-di-bilancio-2026-novita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketing]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 10:07:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studioserfil.it/?p=10147</guid>

					<description><![CDATA[La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) introduce una serie di interventi che incidono in modo concreto su imprese, professionisti, lavoratori e famiglie. Le modifiche riguardano ambiti diversi – dalle assicurazioni RCA al settore agricolo, dal regime degli impatriati all’ISEE universitario – e richiedono un’attenta lettura per valutarne gli effetti pratici. Di seguito riepiloghiamo le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025)</strong> introduce una serie di interventi che incidono in modo concreto su imprese, professionisti, lavoratori e famiglie. Le modifiche riguardano ambiti diversi – dalle assicurazioni RCA al settore agricolo, dal regime degli impatriati all’ISEE universitario – e richiedono un’attenta lettura per valutarne gli effetti pratici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di seguito riepiloghiamo le principali novità di maggiore interesse, con un taglio operativo e informativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Imposta sui premi delle assicurazioni RCA: aumento dell’aliquota</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aumento al 12,5% per garanzie accessorie</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I commi 59–64 dell’art. 1 della Legge di Bilancio 2026 modificano la disciplina dell’imposta sui premi delle assicurazioni RCA, innalzando al <strong>12,5% l’aliquota applicabile</strong> ai premi relativi a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>infortunio del conducente</li>



<li>assistenza stradale</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L’aumento si applica <strong>anche quando tali premi sono indicati separatamente</strong> rispetto a quelli dell’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli e natanti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Effetti pratici per assicurati e compagnie</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento comporta un <strong>incremento del carico fiscale complessivo</strong> sui contratti RCA che includono coperture accessorie, con possibili riflessi sui costi sostenuti dagli assicurati e sulle modalità di calcolo dei premi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Contributo al Servizio Sanitario Nazionale: nuovo acconto annuale</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Versamento anticipato entro il 16 novembre</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’art. 1, comma 771, della L. 199/2025 modifica l’art. 334, comma 3, del D.Lgs. 209/2005, introducendo un <strong>meccanismo di acconto sul contributo al Servizio Sanitario Nazionale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dal 2026, è previsto il versamento:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>entro il 16 novembre di ogni anno</strong></li>



<li>di un acconto pari all’<strong>85% dell’importo dovuto per l’anno precedente</strong></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scomputo dell’acconto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’acconto versato potrà essere <strong>scomputato dai versamenti successivi</strong>, a partire dal mese di febbraio dell’anno seguente. La norma introduce quindi una <strong>anticipazione finanziaria strutturale</strong>, che richiede attenzione nella pianificazione dei flussi di cassa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Novità fiscali e del lavoro per il settore agricolo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Legge di Bilancio 2026 interviene in modo significativo anche sul settore agricolo, con misure di carattere fiscale, produttivo e occupazionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Proroga dell’esenzione IRPEF per redditi dominicali e agrari</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Viene prorogata per tutto il 2026 l’<strong>esenzione IRPEF “a scaglioni”</strong> sui redditi dominicali e agrari a favore di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>coltivatori diretti</li>



<li>imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fotovoltaico e superamento della soglia di agrarietà</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per la produzione e cessione di energia fotovoltaica eccedente la soglia di <strong>260.000 kWh annui</strong>, viene escluso il regime forfetario di determinazione del reddito per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>impianti con moduli a terra</li>



<li>lavori di installazione completati dopo il 31 dicembre 2025</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Stabilizzazione del lavoro occasionale in agricoltura (LOAgri)</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2026 viene <strong>stabilizzata la disciplina del lavoro occasionale in agricoltura</strong>, fornendo un quadro normativo più definito e continuativo per l’utilizzo di questa tipologia contrattuale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Contratto di rete e credito d’imposta 4.0</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>amplia la disciplina del <strong>contratto di rete in agricoltura</strong>, consentendo la cessione delle quote di prodotto tra imprese aderenti</li>



<li>introduce un <strong>credito d’imposta 4.0 dedicato alle imprese agricole</strong>, operativo fino al 2028, per sostenere investimenti in innovazione e digitalizzazione</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Regime degli impatriati: chiarimenti sul lavoro in smart working</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ammissibilità anche con datore di lavoro estero</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con risposta n. 2 del 12 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che può accedere al <strong>regime degli impatriati</strong> anche il lavoratore che rientra in Italia per svolgere attività in <strong>smart working alle dipendenze di un datore di lavoro estero</strong>, purché l’attività sia svolta prevalentemente nel territorio italiano.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Continuità interpretativa con il vecchio regime</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’Agenzia ha confermato che, nel nuovo regime di cui al D.Lgs. 209/2023, restano validi i chiarimenti già forniti in relazione alla precedente disciplina, in particolare per il computo del periodo di residenza estera.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>ISEE Università: quando lo studente è considerato autonomo</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nucleo familiare e studente fuori sede</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ai fini dell’ISEE Università, lo studente viene normalmente <strong>attratto nel nucleo familiare dei genitori</strong>, anche se residente altrove, salvo il rispetto delle condizioni di autonomia.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Requisiti per l’autonomia</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studente universitario è considerato autonomo solo se:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>risiede da almeno due anni fuori dall’abitazione della famiglia di origine, in alloggio non di proprietà di un familiare</li>



<li>possiede un’adeguata capacità di reddito</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le ultime istruzioni fissano la soglia di riferimento in <strong>9.000 euro annui</strong>, con possibilità di variazione entro il ±5% da parte degli enti competenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Contattaci</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le disposizioni introdotte dalla <strong>Legge di Bilancio 2026</strong> incidono su ambiti diversi e richiedono un’analisi puntuale per valutarne correttamente gli effetti fiscali, contributivi e operativi. Una verifica preventiva consente di evitare criticità e di pianificare correttamente gli adempimenti futuri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per approfondire le singole novità e valutarne l’impatto sulla propria situazione, è consigliabile confrontarsi con un professionista di fiducia e rimanere aggiornati sugli sviluppi normativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori informazioni <strong><a href="https://studioserfil.it/contatti/" data-type="page" data-id="4743">puoi sempre contattarci</a></strong>. Seguici anche su <em><a href="https://www.facebook.com/studioserfil/" target="_blank" rel="noopener">Facebook</a></em> e <a href="https://www.instagram.com/studio.serfil/" target="_blank" rel="noopener"><em>Instagram</em></a> per restare aggiornato sulle ultime novità!</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza sul lavoro 2026: cosa verificare a inizio anno</title>
		<link>https://studioserfil.it/sicurezza-sul-lavoro-2026-cosa-verificare-a-inizio-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 10:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studioserfil.it/?p=9091</guid>

					<description><![CDATA[Con l’inizio del 2026, per le aziende diventa fondamentale fare un punto chiaro sugli&#160;adempimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.Le novità introdotte dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 sono ora&#160;pienamente operative&#160;e incidono direttamente sulla gestione delle assunzioni, sulla formazione dei lavoratori e sulla responsabilità del datore di lavoro. Gennaio rappresenta quindi il momento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con l’inizio del 2026, per le aziende diventa fondamentale fare un punto chiaro sugli&nbsp;<strong>adempimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro</strong>.<br>Le novità introdotte dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 sono ora&nbsp;<strong>pienamente operative</strong>&nbsp;e incidono direttamente sulla gestione delle assunzioni, sulla formazione dei lavoratori e sulla responsabilità del datore di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gennaio rappresenta quindi il momento ideale per verificare che tutta la documentazione e la formazione obbligatoria siano aggiornate e conformi alla normativa vigente, evitando irregolarità che potrebbero emergere in caso di controlli.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le novità sulla formazione dei lavoratori entrate a regime nel 2026</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 ha modificato in modo sostanziale l’impianto della formazione obbligatoria. Nel 2026 queste disposizioni non sono più una novità, ma&nbsp;<strong>un obbligo pienamente applicabile</strong>&nbsp;per tutte le aziende, indipendentemente dal settore.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Formazione preventiva o contestuale all’assunzione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento più rilevante riguarda le tempistiche: la formazione non può più essere erogata entro 60 giorni dall’assunzione, ma deve avvenire&nbsp;<strong>prima o contestualmente all’inizio dell’attività lavorativa</strong>, quindi già dal primo giorno.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tipologie di formazione obbligatoria</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione dei lavoratori si articola in:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Formazione generale</strong>, obbligatoria per tutti i lavoratori all’assunzione;</li>



<li><strong>Formazione specifica</strong>, definita in base al livello di rischio dell’attività svolta (basso, medio, alto);</li>



<li><strong>Aggiornamento quinquennale</strong>, ora standardizzato per tutte le categorie, con durata minima di 6 ore.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Focus su preposti e datore di lavoro RSPP</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026 meritano particolare attenzione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Preposti</strong>, con formazione rafforzata e aggiornamento obbligatorio ogni 2 anni, anche con moduli pratici;</li>



<li><strong>Datore di lavoro che svolge il ruolo di RSPP</strong>, per il quale sono stati ridefiniti contenuti e aggiornamenti, con eventuale modulo aggiuntivo di 6 ore per i cantieri.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>DVR e responsabilità del datore di lavoro nel 2026</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla formazione, il&nbsp;<strong>Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)</strong>&nbsp;resta il pilastro centrale della sicurezza sul lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>DVR: cosa deve essere verificato</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">A inizio 2026 il datore di lavoro deve assicurarsi che il DVR sia:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>presente e con <strong>data certa</strong>;</li>



<li>aggiornato e firmato;</li>



<li>completo, includendo le valutazioni su lavoratrici madri e stagisti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">È importante ricordare che&nbsp;<strong>l’assenza o l’irregolarità del DVR impedisce l’utilizzo di specifiche tipologie contrattuali</strong>, come lavoro a tempo determinato, part-time, somministrazione e lavoro intermittente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa fase dell’anno, una verifica preventiva con il proprio consulente permette di individuare eventuali criticità e intervenire tempestivamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gestione corretta della formazione nelle nuove assunzioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del 2026, ogni nuova assunzione richiede un controllo accurato sulla formazione già svolta dal lavoratore.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Formazione portabile e attestati</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione generale è&nbsp;<strong>portabile</strong>: il lavoratore può averla già svolta in precedenti rapporti di lavoro e ha diritto a ricevere copia degli attestati, come stabilito anche dal Garante della Privacy.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In assenza di attestazioni valide:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la formazione deve essere erogata <strong>prima dell’assunzione</strong>,</li>



<li>oppure <strong>contestualmente</strong>, cioè nel primo giorno di lavoro.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una gestione non corretta di questo passaggio espone l’azienda a violazioni immediatamente sanzionabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sanzioni e controlli: perché il 2026 richiede massima attenzione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema della sicurezza sul lavoro è sempre più oggetto di controlli mirati.<br>La mancata ottemperanza agli obblighi relativi a DVR e formazione può comportare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sanzioni penali</strong> per datore di lavoro e dirigenti;</li>



<li><strong>sanzioni amministrative</strong> di importo rilevante per ogni lavoratore non formato;</li>



<li>nei casi più gravi, <strong>sospensione dell’attività</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, affrontare il 2026 con una situazione aggiornata non è solo un obbligo normativo, ma una scelta di tutela per l’azienda.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Studio Serfil: orientamento e supporto informativo per le imprese</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le tematiche legate alla sicurezza sul lavoro richiedono competenze specifiche e il coinvolgimento di professionisti specializzati.<br><strong><a href="https://www.studioserfil.it/Servizi-del-Lavoro">Studio Serfil affianca i propri clienti</a>&nbsp;fornendo indicazioni di carattere generale e supporto nell’orientamento tra gli adempimenti normativi</strong>, indirizzandoli, quando necessario, verso consulenti e professionisti qualificati in materia di salute e sicurezza sul lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un quadro normativo in costante evoluzione,&nbsp;<strong>Studio Serfil supporta le imprese nel comprendere quali verifiche effettuare e quali figure professionali coinvolgere</strong>, favorendo un approccio consapevole e organizzato alla gestione degli obblighi previsti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per rimanere aggiornati su novità normative, scadenze e temi di interesse per imprese e datori di lavoro,&nbsp;<strong>è possibile seguire Studio Serfil su&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/studioserfil" target="_blank" rel="noopener">Facebook</a></strong>, dove lo Studio condivide contenuti informativi e aggiornamenti di carattere generale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assunzione di lavoratori privi di permesso: chi ne risponde?</title>
		<link>https://studioserfil.it/assunzione-di-lavoratori-privi-di-permesso-chi-ne-risponde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 10:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[La Corte di Cassazione, con&#160;sentenza 37866&#160;del&#160;15 ottobre 2024, si è espressa in merito all’assunzione di cittadini extra comunitari privi del permesso di soggiorno. Orbene, l’articolo 22 del D.Lvo n. 286/1998, disciplina il&#160;reato di assunzione irregolare&#160;di lavoratori extra comunitari privi di permesso e prevede la&#160;reclusione del datore di lavoro da 6 mesi a 3 anni&#160;e una&#160;multa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Corte di Cassazione</strong>, con&nbsp;<strong>sentenza 37866</strong>&nbsp;del&nbsp;<strong>15 ottobre 2024</strong>, si è espressa in merito all’<strong>assunzione di cittadini extra comunitari privi del permesso di soggiorno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Orbene, l’<strong>articolo 22 del D.Lvo n. 286/1998</strong>, disciplina il&nbsp;<strong>reato di assunzione irregolare</strong>&nbsp;di lavoratori extra comunitari privi di permesso e prevede la&nbsp;<strong>reclusione del datore di lavoro da 6 mesi a 3 anni</strong>&nbsp;e una&nbsp;<strong>multa di 5.000 euro</strong>&nbsp;per ogni lavoratore irregolare impiegato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>sentenza della Cassazione</strong>&nbsp;è intervenuta affermando che rientra nel suddetto reato il&nbsp;<strong>datore di lavoro</strong>&nbsp;che impieghi per sé o recluti lavoratori per farli lavorare presso altri, non comprendendo solamente l’<strong>imprenditore</strong>&nbsp;che pone in essere un’attività organizzata, ma anche il&nbsp;<strong>semplice cittadino</strong>&nbsp;che attivamente assume un lavoratore irregolare per sé stesso, come, ad esempio, un&nbsp;<strong>badante</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale decisione afferma che la previsione dell’<strong>art. 22, comma 6</strong>, è quella di un “<strong>reato proprio</strong>” che può essere commesso soltanto dal&nbsp;<strong>datore di lavoro</strong>: tale qualificazione non va intesa in senso formale, ma ricorre ogni volta che la&nbsp;<strong>prestazione lavorativa</strong>&nbsp;del dipendente extra comunitario si svolga&nbsp;<strong>nell’interesse</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>sotto la direzione dell’agente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per comprendere meglio le responsabilità del datore di lavoro e assicurarti di operare nel pieno rispetto della legge, affidati al nostro&nbsp;<a href="https://www.studioserfil.it/Contatti">Studio</a>&nbsp;per&nbsp;<strong>consulenza e assistenza completa</strong>.</p>
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